mercoledì 27 giugno 2007

Italia: va in pensione la "borsa di plastica"!

Ebbene sì, finalmente! La decisione è contenuta nella Finanziaria 2007, precisamente nell'articolo 1 comma 1129, 1130 e 1131 ove si evince che verrà avviato un "programma sperimentale di riduzione della commercializzazione di sacchi da asporto che, secondo i criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario, non risultino biodegradabili". Quindi dal 1° gennaio 2010 basta borse di plastica non biodegradabili: attualmente si consumano in Italia 250.000 tonnellate all'anno di borse in plastica non biodegradabili, per un mercato di circa 500 milioni di euro... La nuova normativa non sarà ben vista dalla produzione nazionale di tale tipo di borse: per questo il programma prevede un passaggio graduale dalle borse non biodegradabili a quelle biodegradabili, le cosiddette "eco-shopper" (queste ultime vengono oggi prodotte in Italia in appena 1500 tonnellate annue per un fatturato di 15 milioni di euro circa). Tutto questo sarà fatto in funzione del taglio delle emissioni di CO2 in atmosfera, per dare un contributo al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto e di messa in regola rispetto alla diretta EN13432 della Comunità Europea: infatti, per produrre 300.000 tonnellate di borse in plastica non biodegradabili vengono bruciate fino a 430.000 tonnellate di petrolio! Per produrre invece 100 borse biodegradabili bastano mezzo chilo di mais e un chilo di olio di girasole... Per questo già da un pò di tempo si sta puntando sulla coltivazione di 200.000 ettari di terreno a granoturco e girasole da destinare solo alla produzione di borse biodegradabili. Si sta pensando di sfruttare anche il pomodoro (ne vengono prodotti ben 65 milioni di quintali all'anno in Italia): i polisaccaridi estratti dagli scarti dell'ortaggio una volta purificati potrebbero diventare eco-shopper. Le borse biodegradabili prodotte oggi in Italia derivano dall'amido di mais chimato Mater-Bi e viene prodotto nella bioraffineria Novamont ed in alcuni stabilimenti simili nell'area di Terni. C'è comunque da dire che, come spesso succede, arriviamo sempre in ritardo su queste cose: Parigi ha già vietato le borse non biodegradabili dal 1° gennaio 2007, a San Francisco saranno bandite dal settembre 2007 dai maggiori supermercati ed in seguito anche dalle farmacie, Melbourne ha messo una sovrattassa sulle buste di plastica, Hong Kong (dove si utilizzano 8 miliardi di sacchetti all'anno di borse di plastica) sta pianificando un programma di riduzione entro un anno a 1 miliardo di borse di plastica fino al definitivo divieto. Molti altri paesi hanno già vietato o si stanno muovendo in merito: Irlanda, Taiwan, Sudafrica, Bangladesh, ecc... Meglio tardi che mai, no?

Parco eolico di Scansano (GR) bocciato dal T.A.R.!

Siamo nel comune di Scansano, in provincia di Grosseto: il progetto del parco eolico ha iniziato il suo iter burocratico nel 2002, è stato costruito nel 2005 dalla multinazionale spagnola Gamesa ed è stato acquistato dalla maggiore compagnia elettrica spagnola, Endesa, con un investimento di 25 milioni di euro. Il parco è costituito da 10 aerogeneratori per una potenza di 20 megawatt e da qualche mese l'intero impianto è collegato alla rete elettrica di distribuzione Terna. Si tratta del 2° parco eolico nato in Toscana, primo però per capacità energetica: consente di risparmiare ben 38 milioni di tonnellate di CO2. Il parco infine è stato inaugurato poco più di una settimana fa. Sembra una bella storia sulle energie rinnovabili... ed invece qualcosa non va, almeno secondo la sentenza del T.A.R. della Toscana. Infatti, un pò di tempo fa l'imprenditore vitivinicolo toscano Iacopo Biondi Santi e l'associazione ambientalista Italia Nostra hanno presentato ricorso contro il Comune di Scansano, la Provincia di Grosseto, la Regione Toscana e la Soprintendenza di Siena e Grosseto, i quali tutti assieme approvarono nel 2005 la costruzione di tale parco. Ora è arrivata la sentenza del T.A.R. (che nessuno si aspettava così pesante): il tribunale dà infatti ragione all'imprenditore e ad Italia Nostra in quanto il parco eolico provoca inquinamento acustico e non rispetta la fauna del territorio (uccelli selvatici); inoltre nell'area circostante ci sono 3 siti di importanza comunitaria da considerare "aree critiche per aspetti naturalistici". Le responsabilità maggiori, secondo il T.A.R., sono quelle della Regione Toscana e della Provincia di Grosseto che non potevano non tenere conto delle invarianti strutturali da preservare. Sempre secondo il T.A.R. la struttura è stata costruita secondo procedure discutibili: il progetto infatti non è stato sottoposto a "Valutazione di Impatto Ambientale" (che la Regione Toscana non ha ritenuto necessaria, così come anche la Conferenza dei Servizi) pur richiedendo 29 prescrizioni e questo starebbe a testimoniare la presenza di problematiche irrisolte (che invece si sarebbero potute risolvere con la "Valutazione di Impatto Ambientale"). Secondo il T.A.R. la Regione Toscana doveva fare un'analisi più attenta del progetto e del suo impatto. Il problema è che l'impianto è stato costruito, completato e... inaugurato!!! Ma ora l'imprenditore vitivinicolo e Italia Nostra chiedono addirittura l'abbattimento delle pale e dunque 25 milioni di euro vengono buttati... al vento (scusatemi la battuta)! Il TA.R. non ha il potere di bloccare immediatamente l'attività dell'impianto eolico: la sentenza emessa chiede di annullare (previa sospensione) l'atto con cui il dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Grosseto ha approvato il progetto per la costruzione dell'impianto nonchè il decreto con cui la Giunta della Regione Toscana ha escluso la "Valutazione di Impatto Ambientale". Ma allo stasso tempo la spagnola Endesa (così come la Provincia di Grosseto) ha deciso di fare ricorso al Consiglio di Stato: quindi ci vorrà ancora qualche mese per sapere come finirà questa ingarbugliata storia. E' il classico esempio di come funzionano le cose in Italia: progetti un pò delicati vengono trattati con troppa superficialità trovando così tutte le autorizzazioni necessarie per la loro attuazione; poi, una volta completati, interviene qualche ricorso che annulla le autorizzazioni e obbliga la demolizione, mandando in fumo centinaia di milioni di euro. Ma perchè si deve sempre seguire questa strada in Italia? Fare e poi demolire, spendere per poi non usufruire dei soldi investiti e trovandosi a mani vuote! Perchè non si riesce a fare le cose in maniera pulita e regolare? Certo, se la sentenza del T.A.R. fosse arrivata un pò prima forse si evitava di spendere 25 milioni di euro per niente...

martedì 26 giugno 2007

25 giugno 2007: una data che resterà nella storia del clima europeo!

Il 25 giugno 2007 sarà una data da ricordare per aver fatto registrare, soprattutto qui in Italia, le temperature più elevate degli ultimi 30 anni: sono stati abbattuti molti record che risalivano al 1982! Un robustissimo anticiclone nord-africano da molti giorni interessa l'Italia e l'Est Europeo apportando aria caldissima dall'entroterra sahariano il cui deflusso verso il nostro paese è favorito da una profonda depressione posta al largo della penisola iberica. Si tratta di una situazione che dura ormai da molti giorni ma che nell'ultimo week-end ha avuto una sensibile intensificazione. Vediamo la sua evoluzione:
Sabato 23 giugno già si sono registrati 39.0°C a Messina, 39.6°C a Palermo Boccadifalco e Lecce, 39.9°C a Foggia, 40.9°C a Catania Fontanarossa, 40.3°C a Libertinia (CT), 42.0°C a Petranera (AG), 42.5°C a Caltanissetta, 42.7°C a Mineo (CT), 43.4°C a Catania Sigonella e ben 44.0°C a Catenanuova (EN)!! Caldo micidiale in Grecia: 42.6°C a Lamia e ben 43.4°C a Larissa! Gran caldo anche nell'Est Europeo: 39.6°C a Burgas (Bulgaria) e ben 41.1°C a Skopje (Macedonia)!
Domenica 24 giugno ulteriore intensificazione del caldo: 38°C a Lecce e Messina, 40.3°C a Catania Fontanarossa, 40.6°C a Palermo, 41.8°C a Trapani, 42.6°C a Pantelleria, 43.5°C a Lentini (SR), 43.6°C a Catania Sigonella, 43.7°C a Francoforte (SR), 43.8°C a Libertinia (CT) e addirittura 45.2°C a Paternò!! In Basilicata 40.5°C a Matera, 41.4°C a Pisticci e 41.7°C a Tursi! Grecia infernale: ben 46.1°C ad Elefsina, nei dintorni di Atene, ma 40°C a Santorini, 42°C a Souda (Creta) e 45°C a Kalamata!!! 39°C a Malta e addirittura 46.6°C a Tunisi, con un picco di 47.6°C nell'entroterra!!! In Algeria 42.5°C a Costantine e 45.6°C nella marittima Skikda, mentre in Libia 44.9°C a Tripoli!
Lunedì 25 giugno 2007: data storica!!! Si comincia dalla notte, quando valori inverosimili si stanno registrando im molte località del Sud Italia: Palermo alle 19:20 di ieri sera era a 28°C ma dopo soli 40 minuti era già a 41°C sotto un vento infuocato da ovest a 70 km/h, poi ben 39°C addirittura alle 02:50 della notte!!! Stanotte Cefalù ha registrato ben 40°C in piena notte: da non credere! Ancora minimie di 30°C a Capo Palinuro, 32°C a Catanzaro, 33°C a Crotone e 34°C a Capri e Pantelleria!!! Nel pomeriggio arriva il bollettino di fuoco: 41.2°C a Brindisi e Pantelleria, 41.4°C a Trapani, 41.6°C a Termoli, 42.0°C a Crotone, 42.3°C a Palermo Punta Raisi, 43.4°C a Messina, 43.6°C a Marina di Ginosa, 44.0°C a Palermo Boccadifalco, Lecce e Taranto, 44.2°C a Catania Sigonella, 44.5°C a Catania Fontanarossa, 45.5°C a Bari, 46.0°C ad Augusta (CT) e addirittura 47.0°C a Foggia!!! Battuti moltissimi record (Catania, Palermo, Bari, Foggia, Messina, Lecce) sia per giugno sia in termini assoluti, che duravano da decenni: temperature micidiali hanno interessato tutta la Sicilia, la Calabria, la Basilicata e la Puglia, con valori spesso superiori ai 45°C all'ombra e temperature notturne davvero impensabili. Foggia, con 47.0°C, ha ora il record europeo di caldo a giugno! Continua il caldo anche in Grecia: 43.6°C a Lamia e 44.4°C a Larissa.
Martedì 26 giugno inizia ancora con una notte infuocata: vi sono state minime di 30°C a Messina e Trapani, 31°C a Termoli e ben 35.2°C a Palermo!!! Nel pomeriggio ancora valori altissimi al sud: 40°C a Reggio Calabria, Bari e Brindisi, 41°C a Palermo, Messina e Crotone, 42°C a Foggia e ben 43°C a Catania, Lecce e Taranto!!
Si è trattato di un'ondata di caldo diversa da quella del 2003, che poi per il Sud Italia non fu così intensa: allora si trattava di un anticiclone afro-europeo potentissimo piazzato tra Nord Italia e l'Europa centrale ove aveva apportato valori prossimi a sfiorare i 40°C, questa invece è una ondata di caldo tipica delle regioni meridionali e che mai potrebbe raggiungere la Pianura Padana: i valori altissimi di Foggia, Bari, Catania e Palermo sono poi favoriti da particolari situazioni locali come conche, venti di caduta, venti di terra, ecc... Era un bel pò di anni che ondate di caldo simili non investivano il Sud Italia: questa attuale ha molto ricordato le ondate di caldo del giugno 1982 e del luglio 1983. Insomma è stata scritta un'altra pagina della ricca storia meteorologica italiana....

Inquinamento: la Cina ha sorpassato gli USA!!!

L'Agenzia Internazionale per l'Energia aveva previsto per il 2010 il sorpasso Cina-USA sulla quantità di gas serra scaricati in atmosfera: è arrivato con quattro anni di anticipo, a conferma di come l'economia cinese vada via spedita (nel 2006 la crecita economica è stata ben l'11% del Pil nazionale!). Nel corso del 2006 le emissioni cinesi sono aumentate di ben l'8% rispetto all'anno precedente: in un anno la produzione è stata di 6,2 miliardi di tonnellate di gas serra, contro i 5,8 miliardi prodotti dagli USA. Le cause di queste incredibili emissioni di gas serra cinesi sono presto dette:
- negli ultimi 5 anni la capacità della Cina di produzione di energia elettrica è aumentata del 150%;
- i 2/3 dell'energia elettrica vengono prodotti bruciando carbone;
- si stà aprendo una quanità incredibile di nuove fabbriche e cantieri edili (la Cina produce il 44% del cemento mondiale....), con in previsione altre 550 centrali termoelettriche nei prossimi 8 anni;
- sono aumentati i consumi legati all'urbanizzazione di massa (elettrodomestici, computer, condizionatori, ecc...).
Tuttavia, c'è poco da eccepire su quanto continua a ribadire il governo cinese: l'effetto serra attuale non è stato creato dalla Cina o dall'India, ma dagli USA e dall'Europa nel corso del loro sviluppo degli ultimi 50 anni. Bisogna anche riconoscere che purtroppo Cina ed India stanno vivendo un boom strepitoso in un momento della loro storia in cui sono sovrappopolate: 1,3 miliardi di cinesi e 1,1 miliardi di indiani, a suo tempo americani ed europei erano di gran lunga inferiori e questo ha portanto ad uno sviluppo diverso e con ripercussioni diverse sull'ambiente. Il problema è che Cina ed India, proprio per la loro sovrappopolazione e il loro sviluppo senza freno, rischiano di accelerare l'effetto serra molto più di quanto non abbiano fatto USA ed Europa in passato: per questo bisognerebbe creare una collaborazione tra i vari stati (collaborazione che finora non v'è stata ed anzi è stata respinta...). Perchè americani ed europei, invece che continuare ad aprire fabbriche in terra cinese solo per sfruttare i bassi costi di produzione, non investono sempre sul territorio cinese (ed indiano) ma su energie rinnovabili o su altri programmi atti a limitare gli scarichi in atmosfera? Ha in parte ragione il governo cinese quando dice che "La colpa è dell'Occidente che ha trasferito in Cina le produzioni più importanti", ricordando che il territorio cinese è diventato la fabbrica del pianeta e che sta svolgendo il lavoro manifatturiero dei paesi ricchi... Bisogna anche dire che le condizioni che spingono le imprese estere in terra cinese sono state create proprio dalle politiche cinesi: attualmente sono ben 700 milioni i cinesi che vivono con un reddito pro-capite inferiore ai 3 dollari al giorno e questo "consente" uno sfruttamento della popolazione nelle operazioni industriali a bassissimo costo. Si tratta dunque di una lunga serie di colpe che vengono da entrambe le parti ma dalle quali non si riesce a vedere una via d'uscita...

Siena: sarà la prima provincia "carbon free"!

Siena sarà la prima provincia al mondo a potersi dichiarare "carbon free", ovvero "libera dal carbonio", e ciò dovrebbe accadere entro il 2015. L'impegno è notevole per combattere completamente l'inquinamento atmoferico. L'assessore comunale all'ambiente Claudio Galletti ha spiegato che la prima mossa è stata la realizzazione di un "pannello di controllo" per conteggiare le quantità di gas serra emesse dalle attività quotidiane di tutta la provincia: si tratta di 1,9 milioni di tonnellate di gas serra all'anno. Da tale cifra è stato tolto il carbonio assorbito dai boschi (di cui la provincia ne è ricca, pari a 122.157 ettari): si tratta di un bel 60%!! Come combattere il restante 40% di gas serra emessi? Ecco la pianificazione comunale:
1) il 40% sarà dato dall'investimento sulle energie rinnovabili, migliorando l'efficienza energetica e facendo campagne di comunicazione per stimolare e sensibilizzare il comportamento della gente (ricordiamo che già oggi il 90% dell'energia utilizzata a Siena è rinnovabile, in quanto derivante dal geotermico);
2) il 30% sarà dato da una verifica alle 70.000 caldaie cittadine e da una serie di incentivi per la sostituzione delle vecchie caldaie con altre nuove e più efficienti;
3) il 20% sarà dato dal rilancio dei biocarburanti e dal recupero del metano prodotto dalla fermentazione del materiale organico in discarica;
4) il 10% sarà dato da un'ulteriore miglioramento della capacità boschiva.
Inoltre piani differenziati di edilizia, studio di coltivazioni destinate alla produzione dei biocarburanti e miglioramento della gestione dei rifiuti: insomma, una vasta gamma di attività che qualsiasi città e provincia italiane potrebbe attuare. In fondo il motto dice "L'unione fa la forza": solo così si potrebbe aiutare l'Italia a raggiungere il traguardo che si è prefissato per il taglio di CO2. Vedremo...

Emergenza mercurio nelle nostre acque!!!

Secondo i dati forniti dalla Autorità preposte al monitoraggio sull'inquinamento atmosferico da mercurio nei pressi dei principali impianti per la produzione di cloro e soda italiani, le quantità di mercurio presenti nelle acque ed in atmosfera sono ancora altissime! Dei 7 impianti funzionanti in Italia per la produzione di cloro e soda solo uno (quello di Assemini, in provincia di Cagliari) non usa mercurio: gli altri, ovvero quelli di Porto Marghera (VE), Pieve Vergonte (VB), Torviscosa (UD), Rosignano Marittimo (LI), Bussi sul Tirino (PE) e Priolo Gargallo (SR), lo usano in gran quantità e tra l'altro non hanno mai eseguito opere di ammodernamento degli impianti. I valori medi più alti sono stati registrati dentro l'impianto di Pieve Vergonte con valori di oltre 1.500 ng/mc, mentre picchi di ben 35.000 ng/mc sono stati registrati negli impianti di Priolo e di Porto Marghera!!! I valori medi più alti misurati invece all'esterno sono stati quelli di Torviscosa e di Bussi sul Tirino. C'è da dire anche una cosa molto vergognosa: non esiste in Italia (e neppure in Europa) una normativa che imponga dei limiti di concentrazione di mercurio in atmosfera... Ma come, esistono delle normative addirittura per stabilire le dimensioni degli ortaggi da esporre al mercato e non ne esiste una per proteggere il nostro ambiente dal mercurio? Negli USA tale normativa c'è e prevede un limite massimo di 300 ng/mc.... (fate un pò voi i confronti con i dati italiani...). In Europa, nel solo 2004 le emissioni di mercurio sono state di oltre 32 tonnellate in aria e di 5 tonnellate in acqua! Il maggiore inquinatore è la Germania (il 25% del totale europeo), seguita da Francia, Regno Unito e... Italia (il nostro paese contribuisce al 7%...)!!! L'Italia è inoltre prima per la quantità di mercurio dispersa nelle acque: 1,4 tonnellate, ovvero il 27% del totale eurpeo!!! Quando i gatti mancano, i topi ballano...

Valle d'Aosta: avvistato lo stambecco bianco!

Se ne parlava da tantissimi anni e finalmente è sbucato fuori: lo stambecco bianco. E' stato avvistato in Valle d'Aosta nel vallone Les Laures, a Brissogne, a circa 3.000 metri di quota dove è stato anche fotografato. I primi avvistamenti erano avvenuti circa un anno fa: si tratta di un cucciolo di 14 settimane, avvistato vicino alla madre. Per tale motivo è stata effettuata una vera e propria battuta per documentare la presenza di questo animale rarissimo (si pensa sia l'unico esemplare al mondo)!!! Già nel 1985 il registra e attore Francesco Nuti nel film "Tutta colpa del paradiso" (con Ornella Muti) raccontava della storia della ricerca dello stambecco bianco, solo che per raccontarla dovette far ricorso ad un caprone albino perchè di stambecchi bianchi non ce n'era traccia... In Valle d'Aosta si ha memoria di una camoscia bianca (morta decenni fa) e di uno stambecco bianco (chiamato Sultano) che è morto nel marzo del 1994 all'età di 18 anni: era un esemplare unico, lo stambecco più vecchio delle Alpi ed era diventato una grande attrativa del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Auguri a "Fiocco di neve" (così è stato battezzato)!

lunedì 11 giugno 2007

Sfiorati i 52°C all'ombra in Pakistan!!!

Davvero eccezionale l'ondata di caldo che da molte settimane sta interessando il Pakistan ed il nord-ovest dell'India con temperature che spesso hanno raggiunto i 48-49°C all'ombra: ora è stato addirittura sfondato il "muro dei 50°C" in Pakistan! Già sabato 09 giugno 50.0°C a Sargodha e 51.0°C a Sibi, nel centro del paese, ma domenica temperature ancora più elevate con 50.0°C a Nawabshah, 50.5°C a Jacobabad e ben 51.6°C a Sibi!!! Da segnalare comunque anche 47.0°C a Lahore, 47.6°C a Dera Ismail Khan, 48.0°C a Faisalabad, Rohri, Multan e Bahawalnagar, 49.0°C a Jacobabad e Nawabshah e 49.5°C a Pad Idan! Caldo eccezionale anche nelle montagne: 41.4°C a Saidu Sharif (a 950 metri), 41.0°C a Dir (a 1369 metri) e 40.1°C a Chitral (a 1499 metri)!!! Terribili anche le temperature minime notturne: 32.0°C a Multan, 33.0°C a Jacobabad, 33.5°C a Lahore, 33.8°C a Sibi e ben 34.0°C a Rohri!!! Molto caldo anche nel nord-ovest dell'India: 47.8°C a Amritsar e 47.9°C a Hissar!! I radiosondaggi sono sbalorditivi (come evidenziato dalla mappa): quello di New Delhi alle 12 GMT di sabato 9 giugno indicava 33.8°C a 850 hPa (corrispondente a 1420 metri di quota), +1.6°C a 500 hPa (a 5900 metri!) e addirittura +0.8°C a 485 hPa (a ben 6.145 metri)!!! Ancora più terrificante il radiosondaggio di Patiala (nord-ovest dell'India): sempre alle 12 GMT del 9 giugno 39.8°C a 850 hPa (a 1414 metri), +2.8°C a 500 hPa (a 5970 metri) e addirittura 0.0°C a 459 hPa (a ben 6.657 metri)!!!! Un vero inferno...

mercoledì 6 giugno 2007

Scioglimento dell'Artico: ma cosa leggo...

Rabbrividisco nel leggere alcuni articoli relativi alle conseguenze del cambiamento climatico in corso: ma rabbrividisco non tanto per gli articoli in sè ma per chi li pubblica. Mi riferisco, com già capitato spesse volte in passato, ad un rinomato sito di meteorologia nazionale, meteolive.it, il quale (pur rispettandone le proprie idee contrarie a quanto ci viene detto sul surriscaldamento globale) pubblica articoli che hanno poco a che fare con la serietà di un sito di meteorologia, il quale dovrebbe essere il primo ad informare sulla realtà delle cose o quanto meno su come risolvre i problemi ambientali.
Lo scioglimento dell'Artico è ormai una realtà: tuttavia, il ritiro dei ghiacci sta portando a conoscenza un grande patrimonio sommerso fatto di giacimenti di idrocarburi, petrolio, gas ed idrati di metano, ma anche di oro, nichel, cromo, titanio e pietre preziose (propio grazie a ciò il Canada è diventato il 3° produttore mondiale di diamanti!). Molti paesi stanno ora reclamando i fondali artici: il Trattato delle Nazioni Unite del 1994 (che regola la spartizione delle acque marine tra le nazioni del mondo) stabilisce che la sovranità nazionale di uno stato costiero si estende sui fondali marini fino a 350 miglia dall sue coste. Ora la Russia sta reclamizzando il 50% dei fondali artici... idem per Danimarca (è sua la Groenalndia), Norvegia, USA e Canada.
Corretta informazione questa da parte del sito: certo, però, sostenere che l'effetto-serra potrebbe essere una catastrofe ambientale per il resto del mondo ma non per la popolazione degli Inuit mi sembra un pò eccessivo! Sembra quasi una esortazione alle imprese ad approfittare (lo farebbero lo stesso) di questa situazione: sarebbe un arricchimento economico non da poco! A mio parere, non mi sembra una informazione tanto "scientifica", non vedo la minima denuncia allo sfruttamento di una simile situazione che aggraverebbe ulteriormente la dipendenza del pianeta dai combustibili fossili e la situazione del nostro malato clima. Ma tant'è: lo scioglimento dei ghiacci artici è una realtà, c'è chi sostiene sia colpa dell'effetto-serra e del conseguente surriscaldamento globale e che invece sostiene si tratti di una semplice fluttuazione climatica... Fatto sta che (scusate la battuta) finchè c'è petrolio non c'è speranza (per il nostro clima)!

PUGLIA: prima in Italia per energie rinnovabili...

Un piccolo esempio su tutti è quello della centrale eolica di Specchia (Salento, nei pressi di Santa Maria di Leuca): l'energia prodotta dall'impianto e venduta alla rete nazioanale di Terna ha fruttato notevolmente alle casse comunali tanto che le imposte non sono aumentate e addirittura l'I.C.I. è diminuita!! Hatto sta che la Puglia è oggi la regione italiana con più impianti eolici (è seguita da Campania e Sicilia). E c'è di più: Davide Pellegrino, dirigente dell'assessorato allo sviluppo economico regionale, sostiene che "il volume di richieste per l'eolico è impressionante". FINALMENTE!!! Infatti, in meno di 4 mesi sono arrivate in Regione ben 200 domande di autorizzazione per la realizzazione di impianti eolici (dal 2004 ad oggi le richieste sono state in totale 323): domande che sono state presentate da cooperative, da industrie ma anche da società finanziarie (che comprano le autorizzazioni, istruiscono le pratiche e poi rivendono il pacchetto...). Il posto più ideale è il Subappennino Dauno: nelle colline della provincia di Foggia vi è infatti il 53% degli impianti regionali! Come sempre però ci sono le polemiche innescate dalle associazioni ambientaliste per la tutela del paesaggio.... Presto le centrali eoliche arriveranno anche sul mare: un nuovo impianto sarà realizzato in mare aperto a 20 km dalla costa del Golfo di Manfredonia dalla società "Gamesa Energia Italia", col minimo impatto sull'ecosistema marino: in tal modo sarà sfruttata al meglio la forza del vento (le centrali eoliche sul mare sono già una realtà in Gran Bretagna, Irlanda e Svezia).
Ma la Puglia ha anche un altro primato: è la prima regione italiana per impianti fotovoltaici! Il 31 agosto 2006 la Regione ha infatti pubblicato un bando il quale recitava che "Le imprese che realizzano impianti fotovoltaici riceveranno un finanziamento": ebbene, vi hanno aderito ben 595 aziende delle quali hanno ottenuto il finanziamento (pari in complessivi € 4.500.000,00) in 148. E' ora in progetto la realizzazione della più grande centrale di energia solare d'Europa: sarà realizzata dalla società "Italgest" nell'area del Petrolchimico di Brindisi (e dunque su un'area inquinata che sarà bonificata e non su un terreno agricolo).
Infine, in Puglia si sta voltando pagina anche per le biomasse: nel Salento ci sono 20.000 ettari di terreno un tempo coltivati a tabacco che ora saranno convertiti a girasole per produrre il combustibile necessario alle centrali.
Il buon esempio arriva dunque dalla Puglia alla quale dico un bel: COMPLIMENTI!

CO2: Italia in parte "salvata" dai boschi...

Una notizia confortante arriva dal Corpo Forestale dello Stato in seguito ad una indagine durata 3 anni: più di 1/3 del territorio italiano è ricoperto di verde, soprattutto boschi ma anche fustaie e macchia mediterranea. Un dato che arriva in soccorso del taglio della CO2: tra il 2008 e il 2012 (ovvero durante il periodo di attuazione del Protocollo di Kyoto) l'Italia potrà detrarre dal suo conto di emissioni in atmosfera ben 10,2 milioni di tonnellate di CO2 proprio grazie agli oltre 104.000 kmq di superficie verde che bruciano anidride carbonica (in termini economici si tratterà di un risparmio tra i 750 milioni ed il miliardo di euro...). Circa il 15% della superficie verde è costituito da boschi naturali, il 70% ha avuto origine in seguito ad attività di selvicoltura, il 6% è totalmente artificiale mentre il rimanente 9% ha origine al momento sconosciute. La regione con maggior concentrazione di verde rispetto alla sua superficie è la Sicilia (36.6% del territorio), seguita da Abruzzo (32.3%) e Valle d'Aosta (32.0%). In termini di assorbimento di CO2, a primeggiare è la Toscana, seguita da Piemonte e Lombardia. Confortante anche lo stato di salute dei nostri boschi: il 68% non presenta danni o patologie evidenti, mentre il 22% è ammalato (di questo il 9% è colpito da parassiti). Rimane comunque l'obiettivo di incrementare ulteriormente la superficie boschiva italiana per tutti gli effetti positivi che questa può avere sulla qualità dell'aria e sulla lotta al continuo surriscaldamento terrestre.

martedì 5 giugno 2007

Coste italiane balneabili al 91%... e libere!

Nonostante il pericolo lanciato nel mio precedente articolo (allarme petrolio per il Mediterraneo) e la presenza di raffinerie e porti petroliferi lungo le coste italiane, risulta che il 91.3% delle acque costiere italiane è balneabile (anche se è aumentata dell'1.15% rispetto allo scorso anno la costa non balneabile). Si tratta dei risultati ottenuti dal monitoraggio gestito dalle agenzie Arpa e dalle aziende sanitarie su 5.410 km di coste controllate (su un totale di 7.375 km). Al top il Friuli Venezia Giulia col 100% di coste balneabili, seguono il Molise (98.1%), la Toscana (98.0%), la Liguria (97.6%), la Basilicata e l'Emilia Romagna (97.3%). Le regioni con più coste non balneabili sono risultate invece il Lazio (21%), la Campania (19.9%), il Veneto (10.8%) e la Calabria (10.1%). C'è però da dire che le coste italiane misurano complessivamente 7.375 km: di questi 4.941 (su 5.410 analizzati) sono risultati balneabili e 469 vietati per inquinamento, bisogna vendere se sui restanti 1.965 km di costa (inaccessibili per vari motivi) le acque sono così pulite. A proposito di coste italiane, finalmente è stata posta fine (si spera...) ad una delle storie italiane più assurde: quella delle spiagge non accessibili liberamente, un fatto che non aveva eguali al mondo! Nell'ultima Finanziaria 2007 del governo Prodi, all'art. 1 comma 251 della Legge n° 296/2006, si stabilisce che: "E' fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione". Il provvedimento è stato approvato dal Parlamento lo scorso 27 dicembre e dunque è già legge di stato. Per cui, ricordatevi che avete il diritto di entrare GRATIS in qualsiasi stabilimento per raggiungere il mare nella via più breve; la battigia (la striscia di 5 metri lungo la riva) è sempre libera dalle concessioni e chiunque può sostarvi; se lo stabilimento è chiuso, nessuna legge permette di impedire l'acceso al mare fuori stagione; in caso di problemi, segnalarli subito alla Capitaneria di Porto, al Comune o alla Polizia. E' in arrivo intanto il "Manuale di autodifesa del bagnante", preparato dai Verdi, che vi informerà su ogni dubbio (c'è anche il numero verde 800.610.203). Ricordate che nessun stabilimento deve farvi pagare il biglietto per poter accedere alla riva: in fin dei conti i loro ricavi sono già elevati (per fare alcuni esempi: lo stabilimento "Maestrale" di Rimini nel 2004/2005 ha pagato un canone di concessione di € 7.500 con ricavi dichiarati per € 121.000, lo stabilimento "Venezia" di Ostia ha pagato un canone di € 15.300 con un ricavo dichiarato di € 906.000 mentre lo stabilimento "Twiga" di Marina di Pietrasanta ha pagato un canone di € 4.447 con un ricavo dichiarato di € 3.300.000....). Non male, vero?

Allarme petrolio nel Mediterraneo!

In media si contano nel Mediterraneo circa 60 incidenti marittimi all'anno, di cui 15 coinvolgono navi che trasportano petrolio e sostanze chimiche: ogni anno verrebbero versate nel nostro mare da 100 a 150 mila tonnellate di idrocarburi! Ciò si riscontra anche dalla densità di catrame pelagico nell'acqua: ben 38 milligrammi/mc, la più alta del mondo! Le zone più a rischio sono gli Stretti di Gibilterra e di Messina, il Canale di Sicilia nonchè i porti di Genova, Livorno, Civitavecchia, Venezia, Trieste, Pireo (Atene), Larnaca (Cipro), Beirut (Libano) ed Alessandria d'Egitto. Quotidianamente le acque del Mediterraneo sono solcate da 2.000 traghetti, 1.500 cargo e 2.000 imbarcazioni commerciali, di cui 300 navi cisterna (pari al 20% del traffico petrolifero marittimo mondiale) che trasportano ogni anno 340 milioni di tonnellate di petrolio (pari a ben 8 milioni di barili al giorno). Cifre impressionanti: basti pensare che lungo le coste mediterranee ci sono 584 città, 750 porti turistici, 286 porti commerciali, 13 impianti di produzione di gas, 180 centrali termoelettriche, 82 porti petroliferi ed 82 raffinerie, tanto che tali coste sono tra le più antropizzate del mondo! Dei 400 milioni di abitanti dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo ben 13o milioni abitano sulle coste. Per quanto riguarda l'Italia, sulle sue coste ci sono 17 raffinerie che lavorano 1/4 del petrolio di tutto il Mediterraneo (2.300.800 barili al giorno) e 14 porti petroliferi! Dal 1985 ad oggi si sono verificati 27 gravi incidenti che hanno versato in acqua complessivamente 270.000 tonnellate di idrocarburi: il primato lo detiene l'Italia (!) con 162.000 tonnellate, seguita da Turchia e Libano... Si tratta di un problema molto serio: si parla sempre più di energie rinnovabili ma il petrolio continua a farla da padrone. Sarebbe già importante riuscire ad arrestare l'orribile scarico in mare delle acque di lavaggio delle cisterne petrolifere, magari consentendo lo scarico di tali acque presso dei depositi costieri (ma nessuno lo fa...). E magari diffondere obblighi più restrittivi circa la navigazione dei carichi pericolosi in caso di avverse condizioni atmosferiche (all'origine della maggior parte degli incidenti...), ma anche in tal caso nessuno lo fa... Purtroppo le politiche dei paesi sono ancora fortemente dipendenti dall'oro nero...

La "svolta verde" di George W. Bush...

E' stata resa nota la Climate Scorecards del WWF, la classifica che esamina lo stato delle politiche sul clima dei paesi del G8 (ormai in procinto di svolgersi). Questa la classifica: 1° Germania, 2° Francia, 3° Regno Unito, 4° Giappone, 5° Italia, 6° Russia, 7° Canada e 8° USA. Lo studio ha preso in considerazione anche le emissioni attuali di CO2 e le proiezioni e gli impegni futuri. Nel rapporto sono contenute anche informazioni sulle economie emergenti (cioè Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa). Non mi stupisce per niente vedere gli USA ultimi tra i paesi industrializzati: mi stuipisce invece il cambio di rotta del presidente americano George W. Bush, che ora sembra un rampollo dei Verdi! Se però ci penso bene, non mi stupisco neppure di questa virata verde di Bush, che poi di verde ha ben poco: come mai all'improvviso, dopo anni di battaglie contro Kyoto ed il suo protocollo, il presidente americano cambia idea e lancia il progetto di una serie di incontri a fine anno tra i 15 paesi che producono l'80% dei gas nocivi (compresi Cina ed India)? Beh, scusate ma ci vuole poco per capire che la svolta di Bush è pura e semplice propaganda politica/elettorale: alla vigilia del G8 (che si terrà in Germania ad Heiligendamm, sulla costa baltica) e orami a poco più di un anno dalle presidenziali americane, in un momento in cui la popolarità dei repubblicani è ridotta al minimo proprio per gli errori del loro presidente (Iraq su tutti), il presidente ha pensato bene che una "svolta verde" avrebbe convinto una buona parte degli scettici. Scusaci caro Bush, ma non la beviamo! Non hai forse ribadito fino a pochi giorni fa la "totale avversità alla logica di Kyoto e del cancelliere tedesco Merkel, nell'interesse delle imprese e dello sviluppo americani"? Ammettendo che l'idea dell'incontro tra i 15 paesi lanciata da Bush fosse buona, cosa succederebbe? Lui ha già fatto sapere che i paesi si incontrerebbero per fissare degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra... ma che sarebbero degli obiettivi volontari e non impegni vincolanti!!! Ma scusami caro Bush (e scusami anche per il tono confidenziale): ma se molti paesi europei stanno già faticando a rispettare gli impegni presi (e presi in maniera vincolante), cosa succederebbe se ognuno facesse di testa propria? Campa cavallo.... Un'altra piccola domanda per te: sei così convinto che Cina ed India si darebbero degli obiettivi? Sì, se li darebbero, ma non oso immaginare quali... I due paesi asiatici sono i nuovi potenziali maggiori inquinatori terrestri: già entro la fine del 2007 la Cina sorpasserà gli USA per CO2 emessa mentre entro i prossimi 25 anni ne emetterà più di USA, Europa e Giappone messi assieme! Idem per l'India. Purtroppo il corso dell storia ha favorito (per vari motivi) prima alcune nazioni a dispetto di altre: così Cina ed India stanno vivendo un periodo di super-sviluppo proprio nel momento in cui si chiede loro di inquinare meno. E loro (e c'è quasi da capirli) rispondono agli USA dicendo che il grosso della CO2 presente ora in atmosfera è derivato da quanto scaricato da USA ed Europa negli ultimi due secoli: perchè si dovrebbero fermare loro proprio ora? Il problema è che i paesi già industrializzati e sviluppati che dovrebbero tagliare le emissioni di CO2 non lo stanno facendo (oppure ben poco...), mentre quelli in via di sviluppo che dovrebbero essere forniti dei mezzi o della cultura necessari per industrializzarsi con metodi "puliti" non lo stanno facendo per niente! Basti pensare che la Cina sta aprendo una centrale elettrica ogni 4 giorni, mentre nel 2006 ha costruito tanta capacità elettrica aggiuntiva quanto il doppio del parco centrali di Gran Bretagna ed Italia messe assieme: il problema è che le centrali elettriche cinesi funzionano a carbone, di cui la Cina è diventata uno dei maggiori importatori mondiali! Questo è il problema da risolvere: senza disincentivi di mercato (come ad esmpio una carbon tax) le imprese cinesi non hanno alcuna ragione per cambiare le loro abitudini. Allora, perchè si continua a non fare niente? E le enrgie rinnovabili di cui si parla tanto, perchè non incentivarle nei paesi in via di sviluppo? Da qui parte tutto il mio pessimismo per il futuro... Ha ragione Al Gore quando sostiene che "Se dopo l'11 settembre, invece di invadere l'Iraq, il presidente avesse detto agli americani: poniamo fine allo nostra dipendenza dal petrolio, si sarebbe speso 1/10 di ciò che ha inghiottito la guerra dell'Iraq". Pensate tutti quei soldi come avrebbero potuto essere spesi bene in ambito ambientale...

ITALIA: 1 morto su 5 è dovuto allo smog!

E' quanto emerge dalla "Relazione sullo stato delle conoscenze in tema di ambiente e salute nelle aree ad alto rischio in Italia" realizzata nel corso dei lavori dell'VIII Commissione permanente ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera e presentata oggi a Roma in occasione della GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE. L'allarme è stato sottolineato anche da Roberto Bertolini, direttore del programma "Salute e ambiente" dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Quindi nel nostro paese 1 decesso su 5 è riconducibile a cause ambientali prevenibili, soprattutto lo smog, mentre sono tra 6,4 e 8,6 milioni gli italiani che vivono in zone inquinate e dunque ad alto rischio per la loro salute. Si è arrivati a questi dati analizzando i parametri dei comuni inclusi nei 54 Sin (siti di interesse nazionale per le bonifiche) di cui si conoscono i pericoli sanitari: si tratta quindi di stime ottimistiche in quanto, analizzando tutte le aree pericolose, i Sin sarebbero ben 6.000, dei quali 58 siti con elevata contaminazione d'amianto, 1.550 siti minerari e 1.120 stabilimenti a rischio di incidente rilevante. A questo si aggiungono gli effetti dannosi derivanti dall'inquinamento cittadino, soprattutto per le polveri sottili responsabuli di 8.220 decessi all'anno! Per quanto riguarda le grandi città italiane, oltre il 60% degli ossidi di ozoto ed il 90% del monossido di carbonio derivano da scarichi di autoveicoli, responsabili anche del 75% delle emissioni di benzene su scala nazionale! In Europa le zone a più alto rischio salute sono Olanda, Belgio, Polonia meridionale e.... Valpadana!!! Milano e Torino sono tra le città euopee con le maggiori concentrazioni nell'aria di PM2,5, ancora più pericolose delle PM10 in quanto più sottili tanto da entrare subito in circolo nel sangue umano: il limite di PM2,5 imposto dalla legge è di 10 milligrammi/mc, mentre a Milano e Torino si toccano spesso i 35-40!! Per non parlare delle PM10: il limite massimo di 50 microgrammi/mc viene regolarmente superato in tutte le grandi città e con esso anche il numero massimo (35) di giornate annue consentito per "superare" questo limite (città come Verona, Vicenza e Padova superano il limite anche 200 volte in un anno...). La soluzione non sta certo nel bloccare il traffico per una domenica al mese (e sarebbe già una frequenza elevata farlo con questa cadenza...): il traffico dovrebbe essere totale per più giorni almeno nei centri storici delle città, anche se improponibile per molti cittadini... (i negozianti sarebbero inferociti: come dargli torto visto che nei pressi dei nostri centri cittadini non ci sono parcheggi a sufficienza?). Perchè allora non potenziare il trasporto pubblico: tramvie e pullman ecologici farebbero evitare una buona dose di traffico e di inquinamento. Anche il riscaldamento delle abitazioni contribuisce pesantemente all'inquinamento cittadino: perchè non incentivare i pannelli solari sui tetti cittadini? Troppe domande forse per la politica (sia nazionale che locale) a cui ci sarebbero delle risposte semplici, ma come sempre manca la volontà di affrontare i problemi. Ma allora, che ne parliamo a fare?

Giornata Mondiale dell'Ambiente

05 giugno 2007
GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE

"Gonu": violento ciclone sul Mar Arabico!

Si tratta di un ciclone molto potente e soprattutto molto pericoloso: è stato denominato "Gonu" ed ha raggiunto la forza di "categoria 5" (il massimo della scala!). Si sta muovendo sul Mar Arabico in direzione ovest- nord ovest verso l'omonima penisola: ieri mattina era accompagnato da venti a 257 km/h, con raffiche fino a 314 km/h!!! Ora è previsto un leggero indebolimento del ciclone fino a "categoria 4" (comunque ancora molto potente...), con venti fino a 212 km/h. Nella notte tra stasera e domani "Gonu" (ancora di "categoria 4") dovrebbe impattare sulle coste dell'Oman orientale con serio pericolo per la popolazione locale: già evacuate 7000 persone in vista dei forti venti, delle piogge torrenziali e delle onde anomale previste! Poi dovrebbe spostarsi verso nord-ovest seguendo le coste dell'Oman arrivando allo Stretto di Hormuz. L'immagine satellitare è riferita alle ore 15 GMT di lunedì 04 giugno 2007.

venerdì 1 giugno 2007

MARTE: scoperto un misterioso "buco nero"!

Alcune riprese molto ravvicinate (con una risoluzione di soli 20 metri!) effettuate dalla sonda Odyssey THEMIS hanno evidenziato l'esistenza sulla superficie di Marte di un misterioso "buco nero" (vedi foto)! Subito si pensava fosse un problema ottico dovuto al malfunzionamento del sensore fotografico del satellite, ma le successive riprese effettuate ad altissima risoluzione hanno confermato la presenza di tale buco. Si tratta di un foro del diametro di oltre 100 metri (!) e la sua scoperta ha destato molto stupore tra gli scienziati, visto che non erano mai state avvistate simili morfologie sulla superficie del pianeta! Molte le ipotesi: la più plausibile è quella che si potrebbe trattare di una enorme caverna in cui non penetra la luce solare e che potrebbe svilupparsi per centinaia di metri al di sotto della crosta del pianeta. Putroppo con l'attuale strumentazione non è possibile osservare i particolari interni del "buco nero", per questo gli scienziati potrebbero organizzare una missione spaziale proprio per questo mistero. Natuarlmente si stanno già scatenando le fantasie umane...